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Perché senza Ogm

Biotecnologie

Le nuove conoscenze nel campo della biologia molecolare stanno consentendo la messa a punto di tecniche e metodologie in grado di intervenire direttamente sul patrimonio genetico degli organismi viventi (uomo, piante, animali, microrganismi). I concetti basilari su cui trovano fondamento le biotecnologie sono i seguenti: ogni organismo possiede un proprio genoma, contenente tutte le informazioni utili alla sviluppo e costituito dal DNA. Quest’ultimo è paragonabile ad un alfabeto di quattro lettere (GATC) che, lette in sequenza, compongono i geni, assimilabili a “frasi” che codificano le proteine, costituenti principali di tutti gli organismi viventi.

E’ importante richiamare l’attenzione sulla universalità del codice genetico, per la rilevanza che ha per la biotecnologia in generale. Il codice è universale in quanto una sequenza di DNA è interpretata allo stesso modo da tutti gli esseri viventi, dai batteri all’uomo.

L’universalità del codice genetico e il fatto che, in generale, i processi che regolano la sintesi delle proteine sono comuni a tutti gli esseri viventi, ha reso possibile, ad esempio, inserire e far funzionare un gene batterico all’interno di una pianta. In teoria oggi, con la moderna biotecnologia, inserendo un gene isolato in qualunque organismo è possibile ottenere l’espressione di qualsiasi carattere.

Purtroppo, a fronte degli indiscutibili benefici che potrebbero derivare dal rilascio di OGM nell’ambiente, numerosi sono gli interrogativi con i quali l’umanità dovrà confrontarsi prima di accingersi ad un viaggio che si preannuncia irto di insidie, costellato di rischi per la salute umana, animale, per l’agricoltura, ed inoltre per organismi con i quali gli OGM potrebbero interagire.

Tra i rischi maggiori vanno citati quelli relativi alla sicurezza del cibo, che potrebbe essere compromessa dall’introduzione di elementi tossici; inoltre, potrebbero ingenerarsi allergie e resistenze a farmaci in organismi patogeni. Anche l’ambiente potrebbe patire severe conseguenze dall’introduzione di OGM: da problemi di persistenza del gene, dell’organismo transgenico o dei prodotti da esso derivanti, alla suscettibilità di organismi utili o non dannosi, dall’aumento dell’uso di sostanze chimiche in agricoltura all’imprevedibilità dell’espressione genica o della stabilità dell’organismo transgenico.

L’agricoltura si preannuncia anch’essa come uno dei settori ad alto “rischio-OGM”, in particolare per quanto attiene ai pericoli generati dall’induzione di resistenze o tolleranze in organismi nocivi, dalla selezione di organismi infestanti o “superinfestanti”, dall’alterazione del valore nutrizionale e infine dalla riduzione di varietà coltivate e perdita di biodiversità. Questi organismi potrebbero originare un pericoloso trasferimento orizzontale dei geni, l’inquinamento della base genetica attraverso la dispersione di semi o polline, il trasferimento di geni a microrganismi (DNA uptake), ed infine la generazione di nuovi virus per ricombinazione genetica.

Il ruolo della ricerca scientifica e in particolare di quella pubblica non si deve quindi esaurire nella ricerca di nuove e vantaggiose applicazioni delle moderne biotecnologie, ma deve essere anche quello di valutare e prevenire i rischi connessi all’introduzione di tali tecniche nell’ambiente, in modo da dare delle risposte esaurienti e rassicuranti all’opinione pubblica.

Fonte ispra